Anche l’abbiocco è poetico

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dsc_1157Sprofondo istintivamente in un sonno albergatore che non si paga a ore, mentre l’ultimo fiotto di luce rotola giù dalla persiana come un rubinetto magro e quasi vuoto.

Passano le ere, gli uomini, le attese, e la mente si dilata nel sogno che stavo aspettando. Me lo godo tutto, lo inseguo, lo fisso, respiro più che posso e mi ripeto :”stavolta non dimentico”.

Mi sveglio col rimorso e l’amnesia, su un tappeto di ore che ho regalato all’aldilà.

Nuda e senza occhi mando avanti il registratore per accordarmi al presente, che mi scuote come la campanella del primo giorno di scuola.

Mi guardo allo specchio e mi ritrovo io, con un buco da riempire e un’altra notte da sfamare.

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Chi sono: la suprema dittatrice di questo spazio virtuale che al primo bug si disintegrerà in milioni di impulsi elettrici che schizzeranno in giro per il cosmo, in un eterno e dolce fluttuare

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